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Quando qualcuno
ti cerca online,
cosa trova?

Se la risposta ti fa venire voglia di cambiare argomento, sei nel posto giusto.

Probabilmente ti riconosci in una di queste due storie.

Storia 1

Non hai ancora un sito.

Sei bravo in quello che fai, e chi ti ha scelto lo sa bene. Ma se qualcuno ti cerca, non ti trova. Esisti per chi ti conosce già, e sei invisibile per tutti gli altri. E ogni giorno che passa, qualcuno che cercava proprio quello che sai fare trova qualcun altro che online è più visibile di te.

Storia 2

Un sito ce l'hai. Ma è fermo lì.

L'hai fatto fare anni fa, magari di corsa, magari al risparmio, e ci sta: il tuo mestiere è un altro, e quando lavori bene il sito finisce in fondo alla lista delle priorità. Intanto chi ti cerca lo apre e in 3 secondi si fa un'idea di com'è la tua attività adesso. E se quell'idea non ti rende giustizia, sappi che chi chiude la pagina non richiama.

Due storie diverse, lo stesso problema.

In un caso non ti trovano. Nell'altro ti trovano, ma si fanno l'idea sbagliata. Cambia la forma, non la sostanza: tra quanto vali davvero e quello che chi ti cerca trova online c'è una distanza. Chi ti conosce già la colma da sé, chi non ti conosce ancora si ferma a quello che vede.

Il sito non deve farti sembrare più di quello che sei. Deve solo smettere di farti sembrare meno.

Il passaparola è la cosa migliore che hai. Anche per questo è un peccato sprecarlo.

Hai ragione. Se sei ancora qui dopo tutti questi anni è perché qualcuno, soddisfatto, fa il tuo nome. Funziona, non costa niente, e nessun sito al mondo lo batte.

Solo che oggi il passaparola non si ferma più al tuo nome. «Chiama Mario, è in gamba», sente qualcuno. Una volta ti avrebbe chiamato e basta. Adesso, prima di chiamare, ti cerca: scrive il tuo nome su Google e si fa un'idea di te ancora prima di sentirti.

Se non trova niente, gli resta il dubbio: esisti ancora? Se trova un elenco, o un sito fermo a qualche anno fa, il dubbio cambia faccia: sarai ancora quello bravo di cui gli hanno parlato? Comunque vada, quella telefonata era praticamente già tua. Adesso è solo un forse.

Il cliente più difficile da convincere te lo regala qualcun altro. Sarebbe un peccato perderlo nell'unico posto dove non puoi metterci la faccia.

Un sito tanto per averlo è peggio di niente.

«Meglio di niente, no?»

No. È l'esatto contrario.

Un template pescato online, un sito fatto in fretta da un conoscente: sembra la scelta furba per non pensarci più. Costa poco e in poco tempo è online.

Ma è proprio qui che la scelta furba ti si ribalta contro. Chi non ti trova ti lascia almeno un forse: nel dubbio, può sempre chiamarti per scoprire chi sei. Chi trova un sito fatto male, invece, una risposta ce l'ha già: ha visto, ha deciso, se n'è andato.

Per questo è peggio di niente: il niente, almeno, sta zitto. Un sito fatto male parla di te prima ancora che tu apra bocca. E ne parla male.

Messa così sembra una condanna. Non lo è.

Tutto quello che hai letto si gira dalla parte giusta con una cosa sola, fatta bene. Non un sito enorme, non mesi di attesa, non una spesa da ripensarci la notte. Un sito che, quando qualcuno ti cerca, gli dà di te l'idea giusta. Da qui in poi ti raccontiamo come.

Oppure salta la lettura.

Lascia nome e numero: mezz'ora al telefono, senza impegno, e capiamo insieme se ha senso lavorare insieme. Se non facciamo al caso tuo, te lo diciamo noi per primi.

Fatti richiamare